Il cambiamento di secolo registra una forte trasformazione della tutela collettiva verso gli individui. Le crisi finanziarie e la generale tendenza a diminuire i supporti pubblici hanno reso gli individui meno forti economicamente e socialmente più insicuri. Bisogna pertanto ripensare alle forme di tutela e sostegno per i cittadini stessi. Ma anche agli obiettivi delle politiche sociali, e agli indicatori di benessere ai quali orientarle.

Dopo una fase iniziale nella quale il “PIL” era apparso sufficiente a definire il benessere di una nazione e degli individui, da qualche tempo appare chiaro che il benessere deve essere raggiunto dal più grande numero di cittadini, e che per fare questo le politiche “antipovertà” non sono sufficienti e vanno affiancate da politiche sociali promozionali, rivolte a supportare il benessere individuale e familiare nel corso dell’intero ciclo di vita.

La ridefinizione dei modelli di welfare affronta efficacemente le nuove situazioni ricorrendo al concetto di welfare mix, ossia alla costruzione di una Rete partecipata da diverse componenti della società (Pubblica Amministrazione, volontariato, associazionismo, imprese, famiglie, produttori e intermediari del mercato). I modi perché questo avvenga sono diversi, e diverse le esperienze ed i nomi che tali modelli assumono.  

Le alternative riguardano l’estensione della rete, che può essere centrale e a bassa densità (societaria) o locale (comunitaria). In Italia, la presa in carico dei temi di welfare è più locale che centrale, a causa dell’evoluzione storica e normativa del ruolo delle città e delle regioni italiane.

Ciò che tuttavia va attentamente valutato è il coordinamento del welfare mix; il welfare, infatti, si occupa di benessere, non solo economico, e questo pone la Pubblica Amministrazione come centro naturale di coordinamento degli sforzi familiari, volontaristici e del mercato.

La rete sociale di welfare mix aiuta i cittadini a costruire benessere e ricostruisce nuovi rapporti di fiducia tra le componenti, ed in particolare tra gli operatori degli intermediari del settore finanziario assicurativo e previdenziale ed i cittadini-utenti.

La fiducia rappresenta il bene sociale più scarso e più prezioso, laddove i costi della sfiducia sono molto alti, per tutti. Le ricerche e le rilevazioni (ad esempio Consumer Market Scoreboard della Commissione Europea) indicano che la fiducia dei consumatori verso il settore dei servizi finanziari e gli intermediari si trova da anni agli ultimi posti tra tutti i settori di servizi di cui si fruisce.

Tra le componenti promozionali messe in atto dal welfare mix, la stabilità economica presente e futura dei cittadini risulta essere cruciale per il conseguimento di una società equa, stabile, capace di svilupparsi. A questo contribuisce l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale dei cittadini.

L'educazione finanziaria assicurativa e previdenziale costituisce anche una nuova modalità per ricostruire la fiducia tra cittadini-utenti ed intermediari, mediante la sinergia tra diverse azioni e la cooperazione degli attori del mercato, dei legislatori, dei regolatori e delle componenti sociali del welfare mix.

Last modified: Friday, 31 May 2013, 7:41 AM